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Aggrappata sopra altissime rocce, vigilata dal castello svevo che esiste ancor oggi, pur dopo numerose vicende guerresche, appare come una prora tagliente nel punto più avanzato dell'Adriatico. La vecchia Vieste si spinge su di una aguzza penisola; sopra un'altra penisoletta che con quella forma un'insenatura, si sono posati i dadi chiari e uniformi della Vieste moderna. Tutta avvolta nel suo inconfondibile bianco è Vieste, il bianco della sua roccia.
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Documentata in età romana-ma forse è la ben più antica - è il centro turistico di maggior rilievo del Gargano.
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La Cattedrale, arroccata lungo lo scalone dell'Arcivescovado, tra gli esempi più significativi dell'arte pugliese dell'XI secolo, testimonia il ruolo che la cittadina aveva già allora; nei pressi di questo luogo di culto si conserva la "chianca amara", pietra sulla quale venne trucidato da Dragut, intorno alla metà del '500, un consistente numero di abitanti. Il Museo archeologico civico accoglie anche vari corredi funerari dalla vicina necropoli di S. Salvatore. In piazza Vittorio Emanuele, è il Museo malacologico con una ricca raccolta di conchiglie provenienti da tutto il mondo. |
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